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Caso 'Bitume' e area ex Ancione: il sindaco Peppe Cassì rassicura sul recupero dei siti storici e apre al futuro dell'arte urbana

Il primo cittadino smentisce le accuse di inerzia: 'L'edificio dei primi del '900 sarà restaurato. Ceduti gratuitamente all'Ente 10.000 mq di area identitaria. Impossibile l'acquisto pubblico del sito privato per i costi proibitivi'

Categorie:
Comunicati Stampa

Data :

15 aprile 2026

Municipium

Descrizione

Ufficio Stampa

 Comunicato n.167

 Dichiarazione del sindaco, Peppe Cassì

Abbiamo appreso che la riqualificazione dell’area ex Ancione ad opera del privato che l’ha legittimamente acquistata da altri privati, implica la distruzione delle opere di Bitume. Decisamente una brutta notizia, che credo però debba essere riportata sul giusto piano.

Per prima cosa, intendo rassicurare tutti sulla preservazione della memoria storica del sito. Diversamente dall’ex Mulino Curiale, dove la Sovrintendenza ha verificato l’assenza di parti storiche o identitarie, prevedendo comunque che la palazzina verrà ricostruita uguale a quella preesistente, l’area ex Ancione ha ancora al suo interno delle parti di rilevanza storica.

Come ha già dichiarato pubblicamente il nuovo proprietario, queste parti, incluso il fabbricato principale e un’area di pertinenza di circa 10.000 mq dove sono ancora presenti i forni che anticamente producevano le mattonelle d’asfalto, saranno cedute al Comune a titolo gratuito. Non era scontato.

L'edificio originale che ospitava la fabbrica ex ABCD, risalente ai primi del ‘900, sarà riqualificato ed inserito nel progetto di restauro complessivo. Chi ora per politica afferma che “siti storici saranno rasi al suolo nel silenzio e nell'inerzia” perdendo “memoria storica e un altro pezzo della nostra identità cittadina” è disinformato.

La vera perdita riguarda purtroppo le opere di Bitume, segretamente create da street artist durante le varie edizioni di Festiwall e poco note ai più.

Solo pochi ragusani hanno infatti potuto ammirarle e la causa è proprio nella mancanza di condizioni, innanzitutto di sicurezza, che consentissero ai precedenti proprietari di aprire l’area al pubblico.

Personalmente ho avuto il piacere di ammirare queste stupefacenti opere insieme a Vincenzo Cascone, curatore della rassegna, il quale è sempre stato ben cosciente della situazione e con cui più di una volta mi sono confrontato sulla loro salvaguardia.

Non posso entrare più di tanto nella vicenda perché, come detto, riguarda un’area privata ceduta a un privato – un sindaco non è un re, che fa a disfà come vuole su tutto – ma comprendo tanto il dispiacere di chi ha visto nascere quelle opere quanto le responsabilità del nuovo proprietario, legittimato a mettere in sicurezza l’area che ha acquisito per utilizzarla come ritiene.

Posso aggiungere che sono a conoscenza del fatto che il nuovo proprietario ha espresso il desiderio di incontrare il curatore di Bitume per comprendere come sostenere altre iniziative di street art. Come Amministrazione diamo la nostra disponibilità a partecipare all’incontro per capire come dare il nostro contributo.

Cosa avrebbe potuto fare il Comune?

Come detto, è un tema che abbiamo analizzato più volte ma i costi per l’acquisizione dell’area e per la conseguente messa in sicurezza sono sempre stati proibitivi. Probabilmente chi oggi ne approfitta per attaccare l’Amministrazione ci avrebbe accusati di sprecare denaro pubblico se avessimo investito i milioni necessari per acquistare il sito. Anche la deputazione regionale si è interessata al tema, convenendo sul fatto che sarebbe stata un’azione troppo onerosa per un singolo Comune.

Ricordo inoltre che non sarebbe stato possibile nemmeno utilizzare i fondi Pnrr, sia perché vincolati a specifici obiettivi e sia perché permettevano acquisizioni da parte di Enti pubblici fino al 10% del progetto: per intenderci, per ottenere 2 milioni per l’acquisto poi ne avremmo dovuti spendere altri 18.

Chi oggi si dimostra improvvisamente interessato a Bitume, ne scarica qualche foto da Facebook e le usa per fare politica, dovrebbe saperlo.

Concludo ringraziando tutti gli artisti che in questi anni hanno donato alla nostra città le loro opere, anche quelle rimaste segrete dentro l’ex Ancione, e assumendo l’impegno a valorizzare l’area storica che sarà ceduta al Comune, memoria della nostra identità che, per essere preservata dovrà, finalmente, poter essere fruita”.

 

Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2026, 17:08

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