Chiesa di Santa Maria del Gesù

Ultima modifica 12 marzo 2018

Il convento e la chiesa di S. Maria del Gesù vennero edificati dai Frati minori riformati a partire dal 1636, con il contributo dell'Amministrazione cittadina dell'intera popolazione; un'iscrizione, datata 1654, posta sull'architrave della porta d'ingresso, ricorda anche il contributo dato dal ricco Don Vincenzo Campolo, barone di San Blasi e del Mastro. La costruzione fu lenta e difficoltosa dato che il sito scelto per ospitare il grande edificio non era favorevole alla edificazione. Si trovava infatti sul versante sud dell'abitato, nei pressi di una delle porte di accesso alla città, in modo che i frati potessero dedicarsi alle opere di assistenza dei poveri, dei malati e dei moribondi e nello stesso tempo, conservare la quiete necessaria per la contemplazione e la preghiera. Il fabbricato, per la cui costruzione furono utilizzati i materiali di risulta dell'ormai abbandonato castello di Ragusa si eleva, per un'altezza di 21 metri, su quattro livelli che, anticamente ospitavano i diversi ambienti del convento. Il locali del primo piano erano destinati al servizio della "sila" - l'adiacente terreno sistemato "a terrazze" in cui i frati coltivavano olivi, agrumi, uva ed ortaggi - nel secondo piano si trovano i magazzini e una grande cisterna scavata nella roccia, al terzo piano, il refettorio, la cucina, il chiostro e gli altri locali comuni, ed infine, al quarto, le celle dei Frati. Sul lato nord, tra il terzo ed il quarto piano si trova la chiesa che, a differenza del convento, venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1693 e ricostruita nei primi decenni del XVIII secolo. 
Il prospetto dalla caratteristica forma "a capanna", tipica delle chiese dei Frati minori osservanti è delimitato da due paraste bugnate ed ha come unico ornamento il portale scandito da due semi-colonne che reggono un timpano spezzato, al centro del quale si trova lo scudo, coronato e sostenuto da due angeli, recante l'immagine della Madonna col Bambino. Caratteristica è la scanalatura a spirale delle semi-colonne che poi si ripete nell'arco del portone d'ingresso, come pure è particolare il piccolo campanile posto sul lato sinistro della chiesa. L'interno, ad aula unica, con le cappelle laterali scandite da semi-colonne con capitello corinzio, è ricco di stucchi, realizzati nel 1733 da Raimondo Viccione da Vizzini. La cappella maggiore è invece, decorata con pitture raffiguranti finte architetture e drappeggi forse realizzate nella seconda metà del XVIII secolo, del ragusano Matteo Battaglia; ai lati dell'altare, in due nicchie si trovano i monumenti funebri in marmo intarsiato di Don Vincenzo Campolo e del fratello Girolamo.

 


I testi e le immagini sono state estratte dal libro: "I Monumenti del Tardo Barocco di Ragusa" 
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