| |
|
|
|
|
| I monumenti del tardo barocco |
| Il centro storico di Ragusa |
Il nuovo abitato
|
Nell'estate del 1693, venne a Ragusa il Procuratore generale
del Conte di Modica, don Antonio Romeo y Anderas, il quale visito'
la citta' per rendersi conto dei danni del sisma.
In quell'occasione ricevette la richiesta di edificazione dell'abitato
nel "piano del Patro", richiesta che venne subito accolta
"riconoscendo il sito assai commodo per la fabbricatione
sia per la salubrita' dell'aere, come per la pianura di
sito, commodita' dell'acqua, abbondanza delle pietre ed
altre necessarie circostanze per una commoda abbitazione".
Ottenuta l'autorizzazione, comincio' subito l'edificazione
di case in muratura, come gli otto corpi di case costruiti per
il provicario don Antonino Mazza, nel novembre del 1693,
o i due corpi di case costruiti nel gennaio del 1694 per il sac.
G. Battista Migliorisi e per Vincenza Mazza Ioppolo.
Nel 1694 veniva dato inizio anche alla costruzione della nuova
chiesa di S. Giovanni, alla cui posa della prima pietra, il 13
aprile, presenziavano tutte le piu' alte cariche dell'amministrazione
della Contea e lo stesso Procuratore generale il quale, in segno
di devozione, poneva nella buca alcune monete d'oro.
Con questa fastosa cerimonia venne dato l'avvio ufficiale alla
edificazione del nuovo centro urbano, sviluppatesi secondo un
vero e proprio modello urbanistico a maglia ortogonale, gia'
largamente sperimentato nelle nuove citta' edificate dagli
spagnoli in America Latina ed utilizzato nella ricostruzione barocca
di molti altri centri siciliani.
La storiografia locale ne ha attribuito la redazione al barone
Mario Leggio, con la collaborazione del dott. Ignazio Garofalo,
tuttavia, anche in questo caso, non esiste alcuna conferma documentaria,
se si esclude un riferimento in alcune antiche strofette dialettali.
In molti documenti, riguardanti la ricostruzione della citta',
si fa riferimento, invece, al "disegno del Sig. Procuratore
generale" e questo ha fatto pensare ad un vero e proprio
progetto urbanistico elaborato o fatto elaborare da Antonio Romeo
y Anderas, anche se in realta' non e' chiaro se "disegno"
sia inteso nel senso di vero e proprio progetto o nel senso di
volonta'.
Un bando, emesso il 7 Agosto 1695 dallo stesso procuratore generale,
indica le procedure da osservare per la costruzione delle case
e viene dato mandato ai Giurati di Ragusa la Nuova di "vigilare
alla ristorazione delle fabriche distrutte dal passato terremoto
et all'augmento d'esse" "perche' non portandosi
con simmetria le strade pubbliche ne nasce deformita' e
poco decoro alla citta'".
Una suggestiva ipotesi formulata in un recente studio vuole che
la pianta della citta' sia stata redatta secondo precisi
moduli proporzionali che si vogliono ricavare dall'antica pianta
della chiesa di S. Giovanni Battista, la quale, come si legge
in una relazione notarile del 1764, sarebbe poi stata ampliata
con l'avanzamento del prospetto di palmi 20. In realta'
l'ipotesi risulta assolutamente priva di fondamento dato che
la relazione notarile, erroneamente attribuita alla chiesa di
S. Giovanni Battista, in realta' si riferisce ad un'altra
chiesa, quella di S. Giovanni Evangelista, oggi non piu'
esistente.
Il nuovo abitato conobbe comunque un rapido sviluppo, sono numerosissime
le nuove case edificate a cui si aggiungono le chiese: della Merce'
(1698), di S. Pietro (1698), di S. Giuseppe (1700) e di S. Sebastiano
(1703).
Nel 1702 una relazione spedita dal Commissario del Vicere'
ricorda che "nel nuovo sito del Patro in questi anni sono
state costruite numerose buone case abitate da circa duemila persone
con una pianta ricca di strade larghe e piazze simile a quella
di Catania".
Lo sviluppo continuo' durante tutto il secolo XVIII ed il
successivo XIX, a meta' del quale il nuovo abitato aveva
una popolazione di trentamila abitanti, seguendo comunque lo stesso
schema tracciato alla fine del '600. Un sostanziale cambiamento
avvenne nel secondo quarto dell'800 con la costruzione del Ponte
Vecchio, ultimato nel 1843 che, superando l'ostacolo naturale
della Vallata S.Domenica, consenti' l'espansione della
citta' verso sud dove si trovavano i giacimenti di asfalto
che proprio in quegli anni si cominciavano a sfruttare intensivamente.
|
I testi
e le immagini sono state estratte dal libro: "I Monumenti del
Tardo Barocco di Ragusa" per gentile concessione della T.N.G.
srl - NONSOLOGRAFICA. Le foto sono di Francesco e Stefano Blancato,
i testi di Giuseppe Antoci I diritti di autore sulle immagini
e sui testi sono di esclusiva proprieta' della - NONSOLOGRAFICA srl -
Ne e' vietata la riproduzione sistematica, anche parziale, con
qualsiasi mezzo.
Per informazioni rivolgersi a:
|
|
|
|
|
- NONSOLOGRAFICA srl -
Via Natalelli, 40 - 97100 Ragusa
Tel. 0932.654898, Fax 0932.652000
www.nonsolografica.net
|
|
|
|
|