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| I monumenti del tardo barocco |
| I 18 monumenti riconosciuti patrimonio mondiale dell'umanita' |
Palazzo Vescovile Schinina'
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Il palazzo venne edificato alla fine del XVIII
per iniziativa di don Mario Schinina' Cosentini dei marchesi
di Sant'Elia, il cui stemma, un giglio ed una cometa sormontato
da una corona marchionale, e' posto sul portone d'ingresso.

Nella prima meta' del XIX secolo, venne ereditato dai figli
Giuseppe e Giambattista che lo divisero in due parti: nell'ala
sud, tutt'ora di proprieta' della famiglia Schinina'
del S. Cuore. L'ala nord, invece, con il grande giardino, dal
1926 al 1935 fu sede della Prefettura della nuova Provincia di
Ragusa e, nel 1949, fu ceduto dalla marchesa Carlotta Schinina'
al parroco della chiesa di San Giovanni Battista perche',
con l'istituzione della Diocesi di Ragusa, divenisse sede del
Seminario; oggi ospita anche il Vescovato e gli uffici della Curia
Diocesana.
Il lungo prospetto a un piano, delimitato da una elegante parasta
bugnata, nel disegno originario avrebbe dovuto occupare l'intero
isolato compreso tra la via Ecce Homo ed il Corso Italia, ma e'
rimasto incompleto dal lato sud, dove manca tutto il primo piano,
sostituito da una terrazza, e parte del pianterreno, che non e'
mai stato costruito.
Dai due grandi portoni d'ingresso, con eleganti lesene ornate
da elementi naturalistici in pietra calcarea scolpita, si accede
nelle due ali del palazzo. Quello dell'ala nord immette in un
ampio atrio coperto, delimitato da una artistica cancellata in
ferro battuto
con lo stemma della Diocesi di Ragusa, quello del
lato sud invece, immette in un cortile lastricato da cui parte,
la scalinata di accesso alla terrazza sovrastante e agli appartamenti
del piano superiore.
Sul prospetto si aprono sette grandi balconi, quello centrale,
posto sopra il portone d'ingresso ha l'apertura delineata da un'elegante
cornice mistilinea lievemente concava, in pietra calcarea scolpita,
con ornati di gusto rococo'. Gli altri sei poggiano su grandi
mensole in pietra pece con intagli a motivi vegetali ed hanno
le aperture delineate anch'esse da cornici scolpite.

Dal cortile del palazzo vescovile parte un sontuoso scalone, delimitato
da eleganti balaustre in pietra che, dividendosi in due rampe,
conduce al piano nobile del palazzo; grandi vasi in terracotta,
della fine del settecento decorano le balaustre. Una cancellata
affiancata da due pilastri immette nel grande giardino, un tempo
ricco di rare specie vegetali,
fatte piantare nel secolo XIX dal
barone Giuseppe Schinina', grande esperto di scienze botaniche;
di queste restano ancora alcuni esemplari come le due grandi araucarie
che si elevano per circa 50 metri ai lati dell'ingresso.
Sul prospetto interno e' degna di nota la grande trifora centrale
sormontata dalle insegne vescovili di Mons. Francesco Pennisi.
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I testi
e le immagini sono state estratte dal libro: "I Monumenti del
Tardo Barocco di Ragusa" per gentile concessione della T.N.G.
srl - NONSOLOGRAFICA. Le foto sono di Francesco e Stefano Blancato,
i testi di Giuseppe Antoci I diritti di autore sulle immagini
e sui testi sono di esclusiva proprieta' della - NONSOLOGRAFICA srl -
Ne e' vietata la riproduzione sistematica, anche parziale, con
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