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Marina di Ragusa
Marina di Ragusa

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Ragusa Patrimonio Unesco
I 18 monumenti dell'Unesco


castello donnafugata
Il Castello di Donnafugata

lago di santa rosalia
Il lago di Santa Rosalia


Beata Maria del Sacro Cuore di Gesu' (Maria Schinina' Arezzo)
- Fondatrice -



La beata di oggi era una nobile, come si evince dal nome che per intero suona cosi': Maria Schinina' (cognome del padre) Arezzo (della madre) dei marchesi di Sant'Elia, baroni del Monte e dei duchi di San Filippo delle Colonne.
Nata a Ragusa nel 1844, condusse vita signorile fino a quando - morto il padre e sposatisi tutti i fratelli - rimase sola con la madre.
Inizio' così il cammino verso i poveri, abbattendo le barriere pal zacconon solo di censo, ma soprattutto culturali, ai tempi fortissime. Riprovata da fratelli e conoscenti per essersi spogliata degli averi di famiglia, fu chiamata dal carmelitano Salvatore La Perla a dirigere le Figlie di Maria, dedite al soccorso dei poveri. Nel 1889 fondo' le Suore del Sacro Cuore, che furono molto attive nel terremoto di Messina. Prese il nome di Maria del Sacro Cuore. Mori' nel 1910. E' beata dal 1990.
Il palazzo dove nacque e' oggi sede del vescovado di Ragusa. (Avvenire) Martirologio Romano: A Ragusa, beata Maria Schinina', vergine, che scelse di vivere in umilta' e semplicita' dedicandosi alla cura degli infermi, degli abbandonati e dei poveri e istitui' le Suore del Sacro Cuore di Gesu' perche' fossero di aiuto in ogni genere di miseria.

Discendente da antica nobilta' siciliana, Maria Schinina' Arezzo ebbe come genitori il padre Giambattista dei marchesi di S. Elia e dei baroni di S. Filippo e del Monte, la madre Rosalia Arezzo Grimaldi dei duchi di S. Filippo delle Colonne e nacque a Ragusa il 10 aprile del 1844.
Crebbe in un ambiente familiare dove venivano professati i principi cristiani, ricevendo un'educazione integerrima con l'aiuto del sacerdote Vincenzo Di Stefano suo precettore, figura usuale nelle famiglie nobili.

Seguendo l'istinto della sua eta' frequento', sempre con liceita', la danza, la moda, soprattutto la musica cui aveva una particolare predilezione; al punto che nel 1860, a 16 anni, divenne l'animatrice della costituenda banda musicale di Ragusa e in occasione dei festeggiamenti per l'Unità d'Italia ebbe il privilegio da parte del maestro della banda, di battere il tempo con la bacchetta, durante il concerto nella piazza adiacente la cattedrale.

Ma la sua vita doveva essere un'altra, intimamente si sentiva insoddisfatta, ella dava ascolto alle piu' profonde esigenze del suo spirito che anelava ad una piu' approfondita ricerca di Dio. Rifiuto' più volte le proposte di matrimonio e si dedico' ad una vita piu' devota, quando anche l'ultimo fratello si sposo', nel 1874 rimase sola con la madre che non la ostacolava e quindi spogliatosi dell'elegante vestiario, si rivesti' con quello delle popolane, mettendosi a servizio dei poveri.
Fu una scelta, diremmo oggi scioccante, per la societa' dell'epoca, perche' infranse un muro esistente fra ricchi e poveri, nobile e popolo, per servire personalmente nei loro tuguri i poveri e gli ammalati, la cui situazione critica si era acutizzata con tutte le problematiche della "Questione Meridionale".
Maria li chiamava "la pupilla di Dio" e in loro vedeva il volto di Gesu'; il carmelitano Salvatore Maria La Perla, la nomino' I^ direttrice della nuova istituzione delle "Figlie di Maria" sorta in quel 1877 a Ragusa, raduno' intorno a se' molte giovani, vivacizzo' la societa' e la Chiesa ragusane, istitui' nuove forme di apostolato, come l'insegnamento del catechismo ai fanciulli, la solennita' della Prima Comunione, il soccorso dei poveri a domicilio, la propagazione della devozione al S. Cuore tra il clero ed i fedeli.

Morta sua madre nel 1884, espresse il desiderio di farsi suora di clausura, ma consigliata dall'arcivescovo di Siracusa, rimase in città a continuare le sue opere di misericordia.
Nel 1885 si associo' ad alcune compagne formando un gruppo di apostolato e nel 1889, il 9 maggio, si uni' in comunita' con le prime cinque giovani, fondando cosi' l'Istituto del S. Cuore con lo scopo di offrire ricovero alle orfane abbandonate e povere e per propagare il catechismo a Ragusa e comuni vicini, dare asilo agli anziani invalidi, assistendo i carcerati e gli operai che lavoravano nelle miniere di "pietra pece" il cui sfruttamento nei dintorni di Ragusa, era cominciato verso la fine dell'800.

La sua era una vita tutta di preghiera e fede, al punto che si impresse sul petto in nome "Jesus" con ferro arroventato. Papa Leone XIII la ricevette in udienza nel 1890, nel 1892 inizio' la costruzione della prima casa dell'Istituto che diverra' anche la casa - madre.

Fu chiamata ad organizzare a Ragusa, l'Associazione delle Dame di Carita', ospito' dal 1906 al 1908 nel suo Istituto le prime monache carmelitane giunte in citta'; dal 1908 al 1909 diede asilo ai profughi del disastroso terremoto che distrusse Messina e Reggio Calabria.
Dopo aver consolidato la sua Istituzione e dopo aver affidato alle sue Suore del Sacro Cuore, il comandamento dell'amore, madre Maria del S. Cuore morì l'11 giugno 1910 a Ragusa a 66 anni.

La sua opera si e' estesa in tre Continenti e dappertutto le sue suore espandono con misericordia l'amore e la carita' per i più bisognosi, seguendo lo spirito della fondatrice.

E' stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 4 novembre 1990.

Autore: Antonio Borrelli

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