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Ragusa Patrimonio Unesco
I 18 monumenti dell'Unesco



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Il Castello di Donnafugata


Marina di Ragusa
Marina di Ragusa


Investire a Ragusa


Il Modello Ragusa

Da alcuni anni, con crescente insistenza, la realta' economica e sociale della Provincia di Ragusa suscita l'interesse e l'apprezzamento, non solo dei registi cinematografici, ma anche degli analisti economici, per una sua positivita' distintiva a livello siciliano, e meridionale in genere. Autorevoli testate giornalistiche, a livello nazionale, utilizzano espressioni come la "Provincia Padana del Sud", il "Sud-Est del Meridione", "Ragusa - Un modello di sviluppo da imitare La Provincia di Ragusa". Ma ... la domanda sorge spontanea: che cos'e' il "Modello Ragusa"? Ed e' tutto oro quel che luccica?

Ragusa e', anzitutto, la 1^ in Italia per superficie immobiliare pro capite, con le sue grandi case in citta', in campagna e al mare, ed e' la 3^ per produzione lorda vendibile dell'agricoltura, con il 47% della produzione ortofrutticola e floricola sotto serra: si pensi che il 6% appena della popolazione siciliana produce il 19,6% del reddito agricolo regionale. Ragusa e' la 3^ provincia italiana per tasso di sindacalizzazione, assicurando un grado di partecipazione, coesione e consapevolezza dei lavoratori sicuramente atipico per un contesto del profondo Sud. E' la 4^ per minor numero di truffe e la 6^ per minor numero di fallimenti, a conferma della sua sostanziale "sanita'" di comportamenti, quantomeno nei rapporti economici.
E' ancora il 3º polo italiano dei materiali lapidei (marmi, graniti, pietra locale) dopo Verona e Carrara, con le sue lavorazioni di Comiso e Frigintini, ed e' la 1^ per produzione di software per le segreterie scolastiche, nonche' per un portale internet in campo giuridico, "Diritto & Diritti" (www.diritto.it), che e' il piu' frequentato del settore, con oltre 1.100.000 pagine servite al mese: il che dimostra la presenza di potenzialita' anche nel campo della Net-Economy.

In Sicilia, Ragusa e' la provincia con il piu' basso tasso di disoccupazione, con quella giovanile scesa dal 50,3% del 1991 al 33,4% del 1997, sia pure per effetto dei nuovi lavori parasubordinati e delle nuove identita' lavorative a tempo determinato; e' la 2^ per numero di imprese (9,25 ogni 100 abitanti), a riprova di una cultura diffusa dell'intraprendere, del produrre, del mercato, nata gia' con i frazionamenti terrieri adottati dai Vicere' di Modica nel '400 con la diffusione dell'enfiteusi: una storia che spiega anche il diverso e benefico controllo sociale che ancora preserva la provincia da fenomeni mafiosi gravi, e una diversa qualita' della democrazia, che ha goduto di processi di alternanza politica sin dall'immediato dopoguerra, con ricadute positive anche per la moralita' pubblica.
Cio' non vuol dire che Ragusa e' una provincia di "formiche", dedite solo al lavoro, alla produzione, al guadagno; essa e' infatti la 1^ in Sicilia anche per numero di associazioni culturali e ricreative, ed ospita la 1^ Scuola dello Sport sorta in Sicilia. La sua industria vanta il 60% della produzione lattiero-casearia dell'isola, il 60% d ella produzione di polietilene e dei materiali plastici per l'agricoltura, mentre il 35% del sangue raccolto in Sicilia dall'AVIS ragusana rappresenta un esempio di eccellenza straordinario fra le imprese sociali dell'intera isola.
Il tasso di crescita (11,3% nel quinquennio 91-95) e' pari al dato nazionale, e decisamente superiore a quello, quasi stagnante, della Regione, mentre il reddito pro capite, nel 1997, era di 24 milioni (rispetto ai 18,8 di Catania e ai 16,5 di Agrigento), con una forbice fra classi agiate e classi povere fra le piu' basse del Meridione.

Questo benessere e' dovuto anche a un sistema di piccole e medie Imprese, articolate in 6 raggruppamenti merceologici: agroalimentare e mangimistico, materiali e complementi per l'edilizia, marmi e graniti, legno-arredo, chimico-plastico e metalmeccanico-impiantistico. Significativo, sebbene molto frammentato, anche l'autotrasporto merci e passeggeri, mentre si e' molto dilatato, quasi da societa' post-industriale, il settore terziario che, oltre alle attivita' commerciali, e' cresciuto nel comparto dei servizi, sia alle imprese che alle persone.
Una ricchezza consistente e diffusa, quindi, simboleggiata dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa, 1^ in Italia per qualita' gestionale e 4^ per dimensione fra le Banche Popolari italiane, l'unica ormai con sede decisionale in Sicilia, che vanta una raccolta superiore a 4.000 miliardi, il 60% della quale viene reinvestita sul territorio tramite crediti a clienti in prevalenza ragusani; un utile netto che supera il 16%; un patrimonio di 563 miliardi al 31 Dicembre 2000, che sfiora i 1000 con il valore di avviamento, e del quale fanno parte anche i 9031 soci e i 643 dipendenti; un tasso di sofferenze sugli impieghi inferiore al 5%, la piu' bassa percentuale in Sicilia, dove altre banche superano ancora il 20%.

Forse e' per questo che la gente ama vivere e vuol venire ad abitare in Provincia di Ragusa, l'unica in Sicilia che registra infatti un saldo migratorio attivo e, con Catania, un tasso di incremento demografico in pur lieve crescita. Avra' ragione?


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