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Il Modello Ragusa
Da alcuni anni, con crescente insistenza, la realta' economica e sociale
della Provincia di Ragusa suscita l'interesse e l'apprezzamento, non solo dei
registi cinematografici, ma anche degli analisti economici, per una sua positivita'
distintiva a livello siciliano, e meridionale in genere.
Autorevoli testate giornalistiche, a livello nazionale, utilizzano espressioni
come la "Provincia Padana del Sud", il "Sud-Est del Meridione", "Ragusa - Un modello di
sviluppo da imitare La Provincia di Ragusa". Ma ... la domanda sorge spontanea: che
cos'e' il "Modello Ragusa"? Ed e' tutto oro quel che luccica?
Ragusa e', anzitutto, la 1^ in Italia per superficie immobiliare pro
capite, con le sue grandi case in citta', in campagna e al mare, ed e'
la 3^ per produzione lorda vendibile dell'agricoltura, con il 47% della produzione
ortofrutticola e floricola sotto serra: si pensi che il 6% appena della popolazione
siciliana produce il 19,6% del reddito agricolo regionale.
Ragusa e' la 3^ provincia italiana per tasso di sindacalizzazione, assicurando
un grado di partecipazione, coesione e consapevolezza dei lavoratori sicuramente
atipico per un contesto del profondo Sud.
E' la 4^ per minor numero di truffe e la 6^ per minor numero di fallimenti, a
conferma della sua sostanziale "sanita'" di comportamenti, quantomeno nei rapporti
economici.
E' ancora il 3º polo italiano dei materiali lapidei (marmi, graniti, pietra locale)
dopo Verona e Carrara, con le sue lavorazioni di Comiso e Frigintini, ed e' la
1^ per produzione di software per le segreterie scolastiche, nonche'
per un portale internet in campo giuridico, "Diritto & Diritti" (www.diritto.it),
che e' il piu' frequentato del settore, con oltre 1.100.000 pagine servite al mese:
il che dimostra la presenza di potenzialita' anche nel campo della Net-Economy.
In Sicilia, Ragusa e' la provincia con il piu' basso tasso di disoccupazione,
con quella giovanile scesa dal 50,3% del 1991 al 33,4% del 1997, sia pure per
effetto dei nuovi lavori parasubordinati e delle nuove identita' lavorative
a tempo determinato; e' la 2^ per numero di imprese (9,25 ogni 100 abitanti),
a riprova di una cultura diffusa dell'intraprendere, del produrre, del mercato,
nata gia' con i frazionamenti terrieri adottati dai Vicere' di Modica nel '400
con la diffusione dell'enfiteusi: una storia che spiega anche il diverso e
benefico controllo sociale che ancora preserva la provincia da fenomeni mafiosi gravi,
e una diversa qualita' della democrazia, che ha goduto di processi di alternanza politica
sin dall'immediato dopoguerra, con ricadute positive anche per la moralita' pubblica.
Cio' non vuol dire che Ragusa e' una provincia di "formiche", dedite solo al lavoro,
alla produzione, al guadagno; essa e' infatti la 1^ in Sicilia anche per numero di
associazioni culturali e ricreative, ed ospita la 1^ Scuola dello Sport sorta in Sicilia.
La sua industria vanta il 60% della produzione lattiero-casearia dell'isola, il 60% d
ella produzione di polietilene e dei materiali plastici per l'agricoltura, mentre il
35% del sangue raccolto in Sicilia dall'AVIS ragusana rappresenta un esempio di
eccellenza straordinario fra le imprese sociali dell'intera isola.
Il tasso di crescita (11,3% nel quinquennio 91-95) e' pari al dato nazionale,
e decisamente superiore a quello, quasi stagnante, della Regione, mentre il reddito
pro capite, nel 1997, era di 24 milioni (rispetto ai 18,8 di Catania e ai 16,5 di
Agrigento), con una forbice fra classi agiate e classi povere fra le piu' basse del
Meridione.
Questo benessere e' dovuto anche a un sistema di piccole e medie Imprese,
articolate in 6 raggruppamenti merceologici: agroalimentare e mangimistico,
materiali e complementi per l'edilizia, marmi e graniti, legno-arredo, chimico-plastico
e metalmeccanico-impiantistico.
Significativo, sebbene molto frammentato, anche l'autotrasporto merci e passeggeri,
mentre si e' molto dilatato, quasi da societa' post-industriale, il settore terziario
che, oltre alle attivita' commerciali, e' cresciuto nel comparto dei servizi, sia
alle imprese che alle persone.
Una ricchezza consistente e diffusa, quindi, simboleggiata dalla Banca Agricola
Popolare di Ragusa, 1^ in Italia per qualita' gestionale e 4^ per dimensione fra le
Banche Popolari italiane, l'unica ormai con sede decisionale in Sicilia, che vanta una
raccolta superiore a 4.000 miliardi, il 60% della quale viene reinvestita sul
territorio tramite crediti a clienti in prevalenza ragusani; un utile netto che
supera il 16%; un patrimonio di 563 miliardi al 31 Dicembre 2000, che sfiora i 1000
con il valore di avviamento, e del quale fanno parte anche i 9031 soci e i 643 dipendenti;
un tasso di sofferenze sugli impieghi inferiore al 5%, la piu' bassa percentuale in
Sicilia, dove altre banche superano ancora il 20%.
Forse e' per questo che la gente ama vivere e vuol venire ad abitare in Provincia
di Ragusa, l'unica in Sicilia che registra infatti un saldo migratorio attivo e, con
Catania, un tasso di incremento demografico in pur lieve crescita. Avra' ragione?
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