comune ragusa comune ragusa


Marina di Ragusa
Marina di Ragusa

ragusa unesco
Ragusa Patrimonio Unesco
I 18 monumenti dell'Unesco


castello donnafugata
Il Castello di Donnafugata

lago di santa rosalia
Il lago di Santa Rosalia




Gli interni del castello ai tempi di Corrado Arezzo


Torna alla pagina iniziale


Con l'avvicendarsi degli eredi e le piu' recenti vicende di degrado, furti e restauri il castello ha mutato nel tempo la sua facies.
Ma, se per le fasi costruttive si e' cercato attraverso varie fonti di delinearne quanto meno le tracce principali di sviluppo, per gli interni grazie a documenti si e' potuto risalire con certezza alla configurazione ultima del castello negli anni novanta dell'Ottocento, prima quindi che Ignazia, sorella di Corrado, duchessa di Albafiorita, la nipote Clementina e soprattutto il marito di quest'ultima il francese Lestrade, cui sono stati attribuiti diversi interventi nell'edificio e nel parco, intervenissero con ulteriori trasformazioni.

Seguendo una descrizione tardo ottocentesca si puo' passeggiare virtualmente per le stanze del castello, scoprendone man mano l'arredamento originario, la destinazione d'uso degli ambienti e la scelta dei colori.
Il nostro percorso prende l'avvio da quella che viene denominata la "Gran Sala", oggi piu' nota come Sala degli Stemmi, che in ingrandisciorigine risulta essere stata arredata con semplici cofa' dall'ossatura in noce e imbottitura in "cretonne", sei "portali" o meglio zineffe con tende della stessa stoffa dei sofa', due sottospecchi in legno dipinto nero abbinati a due candelabri di ferro, un orologio decorato con puttini, e, inoltre, due statue di gesso su piedistallo, due armature, tre vasi di alabastro, quattro trofei sovrapporta e due colonnette in pietra pece sormontate da vasi di creta in stile etrusco con figure a rilievo.
Questa sala ha assunto l'appellativo attuale perche' le pareti sono state interamente decorate con gli emblemi della nobilta' siciliana. Tra le carte private degli eredi si trova una lettera, indirizzata a Clementina e datata 1915, a firma di un certo Gargallo che dichiara di pregiarsi dell'onore che "una mano gentile" ritragga sulle pareti di Donnafugata le insigne della sua famiglia. Questa lettera e la relativa data fondano il sospetto che la scelta di questo apparato decorativo possa attribuirsi ai coniugi Lestrade piuttosto che a Corrado, anche se, data la complessita' e la minuzia dell'opera, non si puo' parimenti escludere che l'esecuzione si sia protratta a lungo nel tempo e quindi sia stata solamente completata dagli eredi.

Proseguendo ingrandisci il percorso sulla sinistra della suddetta sala si incontra la stanza allora denominata "Pischia! Forse per il colore delle pareti, posta dirimpetto alla sala da pranzo e con una finestra "sporgente nella villa". L'arredamento si presentava sontuoso ed elegante. Nonostante l'uso dell'oro per i "sottospecchi" e per l'ossatura delle sedie dei divani, e' da notare l'abbinamento a stoffe semplici come la tela bianca che smorzava lo scintillio dell'oro senza enfatizzarlo con l'uso di colori accesi, ottenendo quindi un effetto complessivamente sobrio. Con il termine "sottospecchio" si intendevano le consoles, cioe' i tavoli da parete molto diffusi sotto Luigi XVI, di cui a Donnafugata si trovano vari esempi. Il ripiano del sottospecchio era adornato da una campana di vetro con all'interno uccelli imbalsamati, affiancata da statuette di gesso. Cornici dorate erano usate anche alle pareti per le "oleografie".

Alla stanza successiva si passava varcando una delle due porte e specchio della precedente. Anche questa stanza era orientata verso la villa e vi si apriva con una finestra. Dall'arredamento deduciamo che era utilizzata come camera da letto, per la presenza di un capezzale in albicocco con ripiano in marmo, un "armare" anch'esso in ciliegio, un letto, un tavolo tondo intarsiato, un gruppo di ritratti a ventaglio, una ciocca di capelli incorniciata, una toletta di mogano intarsiato a diverse sedie e un sofa' sempre tappezzati con una tela bianca. La cameriera dotata di retrostanza attiguo con funzione bagno, quindi lavabo in mogano e marmo, boccale e bacile come allora in uso.


precedente pag 1 successiva


Tutto il materiale e' tratto dal testo "Donnafugata il castello" edito da: Filippo Angelica Editore
I testi sono a cura di: Carmelo Arezzo, Gaetano Cosentini, Milena Gentile, Biagio Guccione, Giacometto Nicastro
Le schede Botaniche sono di: Tiziana Turco     Le Foto di: Giuseppe Leone
Si ringraziano l'editore e gli autori per la gentile concessione

Valid HTML 4.01! Valid CSS! Level A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0