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Marina di Ragusa
Marina di Ragusa

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Ragusa Patrimonio Unesco
I 18 monumenti dell'Unesco


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Il Castello di Donnafugata

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Il lago di Santa Rosalia




Donnafugata: il sogno e la memoria


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A volte i sogni non muoiono alle prime luci dell'aurora: Donnafugata e' un esempio presente nel tempo.
La dimora di Donnafugata, impropriamente definita "castello", fu, nella volonta' e per decisione dei suoi realizzatori, una splendida casa di villeggiatura.

Agli inizi ingrandiscidel XIX secolo il barone Francesco Maria Arezzo, barone di Donnafugata comincio' ad accrescere il patrimonio abitativo del primitivo nucleo delle case padronali all'interno del feudo. Ecco quindi come comincio' a prendere corpo il sontuoso edificio che nel sogno del figlio Corrado si materializzo' in quanto oggi ancora sopravvive. Il giovane Donnafugata, cresciuto negli studi presso i padri Filippini a Palermo, citta' di nascita della madre Vincenza De Spucches Brancoli, continuo' il progetto del padre ampliando e lasciando vuote soltanto la grande loggia del prospetto frontale.
Donnafugata divenne allora il "buen retiro" del senatore Corrado, un luogo ove sogno e memoria si fondevano coniugando il verbo pił gradito: trovar pace. Il barone Corrado, pur avendo attraversato un cursus honorum molto ampio (dagli incarichi borbonici al seggio senatoriale, alla sindacatura di Ragusa, al seggio di Consigliere provinciale a Siracusa) ebbe una vita familiare molto travagliata e funestata dalla scomparsa ante diem della figlia Vincenzina, e, a poca distanza, anche della consorte.

Per certi versi il barone ebbe sempre presente la precarieta' della vita e idealmente ripeteva a se stesso l'adagio biblico ''Vanitas vanitatis et omnia vanitas". Non e' un caso infatti che, in un angolo del parco di Donnafugata, fece costruire una sorta di cenotafio con due tombe fittizie contornate da folti cipressi. La sua preoccupazione per la vita post-mortem si evidenzia inoltre nella cappella funeraria che fece costruire accanto alla chiesa di S. Francesco all'Immacolata a Ibla, donando alla costruzione religiosa il luogo sepolcrale che ospita la sua persona, la moglie e la figlia.

Nella vicenda del castello di Donnafugata dobbiamo precisare che si sono sovrapposte in esso ben tre mani: il barone Francesco, il figlio Corrado e la nipote Clementina, cui si deve il completamento della loggia frontale e la torre quadrata di rinforzo sul lato nord-est.

E' necessario a questo punto chiarire un poco la successione dei personaggi donnafugaschi per capire meglio lo ingrandiscisvolgimento dei fatti. Il senatore Corrado aveva avuto una sola figlia, Vincenzina, sposata col catenese Paterno' Castello; un matrimonio di breve durata perche' il consorte abbandono' la moglie e le due figlie Maria e Clementina. La lunga malattia di Vincenzina e la sua solitudine imposero ai genitori di curarsi delle nipotine. cura che continuo' a maggior ragione dopo la sua scomparsa. Maria ando' in sposa al messinese Marullo di Condojanni, e mori' tragicamente nel sisma messinese del 1908, senza lasciare figli.


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Tutto il materiale e' tratto dal testo "Donnafugata il castello" edito da: Filippo Angelica Editore
I testi sono a cura di: Carmelo Arezzo, Gaetano Cosentini, Milena Gentile, Biagio Guccione, Giacometto Nicastro
Le schede Botaniche sono di: Tiziana Turco     Le Foto di: Giuseppe Leone
Si ringraziano l'editore e gli autori per la gentile concessione

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